Nel carpfishing moderno, l'evoluzione dei materiali ha permesso di raggiungere distanze e sensibilità impensabili fino a pochi anni fa. Il trecciato (o braided line) è senza dubbio uno dei protagonisti di questa evoluzione. E' stato come sostituire il Blackberry con un IPhone. Tuttavia, passare dal classico monofilo (nylon) al trecciato non è una scelta da fare alla leggera: richiede una comprensione tecnica delle sue proprietà fisiche per evitare errori in pesca e garantire la sicurezza della carpa.
In questo articolo analizzeremo le caratteristiche tecniche del trecciato, quando è realmente vantaggioso utilizzarlo e come configurare correttamente la "macchina da pesca" per sfruttarne appieno le potenzialità.

Cos'è il trecciato: Struttura e Proprietà
A differenza del monofilo, il trecciato è composto da più fibre (generalmente Dyneema o Spectra) intrecciate tra loro. Questa struttura conferisce al filo due caratteristiche fondamentali:
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Assenza di elasticità (Elongazione zero): Mentre il nylon può allungarsi fino al 20-30%, il trecciato non cede. Questo si traduce in una trasmissione immediata delle vibrazioni. Detta in parole semplice: se la carpa si sposta di un metro, tu sentirai uscire esattamente un metro di treccia dal mulinello.
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Rapporto Diametro/Carico di rottura: A parità di resistenza, il trecciato ha un diametro nettamente inferiore rispetto al nylon. Questo riduce l'attrito con l'aria e con l'acqua. Questa caratteristica è spesso trascurata dai carpisti, specialmente se pescano con la barca o il barchino.
I Vantaggi Reali in Pesca
Sei un carpista alla prime armi, entri nel sito Carpela e sei confuso: cosa carico sul mio mulinello? La risposta non è sempre scontata, ma queste informazioni potrebbero aiutarti a prendere la decisione giusta. Allora, perché scegliere il trecciato per i propri mulinelli?
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Distanza di lancio (Long Range): Grazie al diametro ridotto, il trecciato subisce meno attrito tra gli anelli e nell'aria, permettendo di guadagnare metri preziosi, essenziali quando si pesca a grandi distanze o si calano le lenze con la barca oltre i 150-200 metri.
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Segnalazione dell'abboccata: L'assenza di elasticità fa sì che ogni minimo movimento del piombo venga trasmesso direttamente al segnalatore, anche a centinaia di metri di distanza. Una carpa che sposta il piombo di pochi centimetri verrà rilevata immediatamente, cosa impossibile con un nylon elastico su lunghe distanze.
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Taglio della vegetazione: In presenza di erbai, il trecciato agisce come una lama, tagliando le alghe durante il recupero ed evitando che il pesce si blocchi nella vegetazione, un problema comune con il nylon che tende invece a impigliarsi. In questo caso però parliamo di trecciati molto sottili.

Ma il trecciato è tutto "rose e fiori"? No, ci sono anche aspetti critici che devi sapere.
L'utilizzo del trecciato impone accorgimenti tecnici rigorosi per evitare rotture e danni alle carpe.
1. L'importanza dello Shock Leader
Il trecciato ha una scarsa resistenza all'abrasione laterale sotto tensione. In pratica, se una treccia tesa tocca una roccia o un banco di cozze, si recide istantaneamente. Inoltre, il suo diametro sottile può ferire la carpa durante il combattimento (effetto cheesewire).
Regola d'oro: Non utilizzare mai il trecciato diretto fino alla girella che collega il terminale. È indispensabile abbinarlo sempre a uno Shock Leader (o Snag Leader) in monofilo o fluorocarbon di generoso diametro (0.50mm - 0.70mm) lungo almeno 15-20 metri (di solito il doppio della lunghezza della canna più un paio di giri di manovella). Questo garantisce resistenza all'abrasione vicino al fondale e protezione ai fianchi del pesce.

2. Gestione della Ferrata e del Combattimento
Poiché il trecciato non ammortizza, l'energia della ferrata si scarica interamente sull'amo e sulla bocca del pesce.
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Ferrata: Non occorre ferrare con forza. È sufficiente sollevare la canna e mettere il filo in tensione. Una ferrata violenta rischierebbe di strappare l'amo o spezzare il terminale.
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Attrezzatura: Si consiglia di abbinare il trecciato a canne dall'azione più parabolica (morbida, come ad esempio le 12' 3lb) e di tarare la frizione del mulinello con estrema precisione, per compensare la mancanza di elasticità del filo ed evitare slamature nel sottoriva.
Come Scegliere il Trecciato Giusto
Non tutti i trecciati sono uguali. Per il carpfishing, bisogna cercare specifiche precise:
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Affondamento (Sinking): Molti trecciati generici galleggiano. Nel carpfishing è essenziale scegliere modelli "Sinking" o "Fast Sinking" (affondanti), che si adagino perfettamente sul fondale seguendone il profilo, per non insospettire le carpe ed evitare false segnalazioni dovute a corrente o detriti.
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Numero di capi (Strands): Orientarsi su trecciati a 8 capi (8-strand) o superiori. Questi offrono una sezione più rotonda, scorrono meglio negli anelli e assorbono meno acqua rispetto a quelli a 4 capi, che risultano più piatti e rumorosi.
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Colore: La mimetizzazione è cruciale. Tonalità verde scuro (Weed Green), marrone o camo sono preferibili per confondersi con il fondale. Colori fluo sono indicati esclusivamente per lo Spodding o il Marker.
Le specifiche tecniche ti preoccupano? Ecco la buona notizia: tutti i trecciati che trovi sul nostro negozio sono specificatamente progettati per il carpfishing, in grado di affondare velocemente (Submerge). Non puoi sbagliare ;)

Manutenzione e Nodi
La differenza tra nylon e trecciato si evidenzia anche nel momento del nodo. Ti consiglio di non sottovalutare questo aspetto. Un buon nodo ha il compito di mantenere il carico di rottura il più simile a quello dichiarato dalla casa produttrice del trecciato. Un nodo eseguito male o un nodo non indicato per il trecciato renderà quest'ultimo troppo fragile per il carpfishing. Per garantire la massima resa, ti consigliamo di seguire questi consigli:
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Nodi: Il trecciato scivola più del nylon. Il nodo Palomar è il più indicato per terminali e girelle. Per la giunzione con lo Shock Leader, è necessario padroneggiare il nodo Albright o il nodo Mahin.
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Inversione: Il trecciato non soffre di memoria meccanica e invecchia lentamente. Ogni 2 o 3 stagioni, è possibile "invertire" il filo sulla bobina (avvolgendolo al contrario su un'altra bobina) per utilizzare la parte nuova che non è mai stata esposta all'acqua e al sole.



Conclusione
Il trecciato è un alleato formidabile per il carpista tecnico che vuole affrontare grandi distanze o ambienti ricchi di vegetazione. Scegliere il prodotto giusto e abbinarlo tassativamente a uno shock leader adeguato farà la differenza tra una cattura persa e una foto ricordo.
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